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18 e 19 Agosto
Kigoma - Lago Tanganyika (M.V. Liemba)
Oggi si parte per lo Zambia. La mattina passa veloce all'albergo nell'attesa della nuova guida (Joachim) che ci porterà a Lusaka.
Alle tre, nel pomeriggio, siamo al porto. C'è un fermento indescrivibile; i "camalli" locali caricano sacchi di pesce essiccato, ananas, banane e altra mercanzia. C'è gente che sale, gente che scende; c'è chi grida, c'è chi litiga, c'è chi guarda. Non si capisce bene chi debba partire e chi no. Le nostre cabine assegnate sono dei buchi con due letti a castello. Lo spazio disponibile è veramente esiguo. Cerchiamo subito di cambiarle con altre di prima. Per fortuna troviamo due cabine doppie e una da quattro a poppa. La motonave Liemba è stata trasportata a pezzi da Dar Es Salam ed assemblata a Kigoma dai tedeschi ai primi del novecento. All'arrivo degli inglesi fu affondata. Essendo una nave di un certo valore fu recuperata dopo otto anni e riallestita. Da allora risale e discende il lago tutte le settimane. L'aspetto esterno non promette bene ed è chiaramente sbandata a tribordo. A livello dell'acqua, in coperta ci sono le cabine di seconda e gli spazi di terza classe.
Sul primo ponte ci sono le cabine di prima, il ristorante e altri spazi comuni. Il rumore delle macchine diesel si sente ovunque e specialmente a poppa le vibrazioni delle eliche fanno oscillare tutti gli oggetti non saldati. Nelle parti comuni vivono uomini e animali in mezzo a mucchi di banane e ananas; le galline chiocciano e i galli cantano.
Nel ristorante la musica viene tenuta ad un volume tale che sovrasta il rumore delle macchine; per parlarci siamo obbligati a gridare. Invece il cibo è un'ottima sorpresa in quanto è buono, abbondante e a buon prezzo.
Il viaggio sulla Liemba è nel complesso piacevole. La sorpresa più grossa ci giunge dopo mezza giornata di navigazione.
Gli unici porti sono infatti quello di partenza a Kigoma, l'ultimo attracco in Tanzania e quello di arrivo in Zambia. Tutte le altre soste vengono fatte al largo.
Quando la nave si avvicina ad uno dei villaggi dove effettuare lo scalo, il pilota aziona le sirene. Dalla riva partono piroghe e barche a motore cariche di persone e mercanzia che in breve tempo abbordano il nostro vascello. I sacchi di pesce secco vengono caricati con reti sollevati da un braccio meccanico. I nuovi passeggeri, invece, quando sono in grado si aggrappano ai bordi e si issano a bordo a forza, altrimenti vengono tirati dall'alto per le braccia e spinti da sotto dal sedere. Il tutto tra le onde e anche nel buio della notte. E' estremamente comico vedere "salire" le donne locali di una certa età, delle quali quasi nessuna pesa meno del quintale!
Le merci passate a bordo vengono a volte contrattate e pagate sul momento dai mercanti che sono a bordo. Invece altre volte i sacchi sono contrassegnati con delle sigle e sembra quindi che gli accordi siano stati presi in precedenza.
La notte passa tutto sommato bene ma Claudio continua ad avere dei problemi di salute.
Tra i passeggeri Zenash trova anche dei suoi compaesani, che si stanno trasferendo clandestinamente in Sudafrica dove hanno dei parenti. Da li alcuni emigreranno in U.S.A. e in Canada.
Il secondo giorno le condizioni della navigazione peggiorano ma ormai siamo dei perfetti marinai... di acqua dolce e nessuno soffre il mal di mare.



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